Dopo la fake news sui 35 € che giornalmente andrebbero ai migranti, quella più quotata è quelli che li vede ospitati in hotel 5 stelle con tutti i confort a spese di noi italianai e del nostro sistema di welfare. 

In caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti asilo, come quelli che si sono verificati nel nostro paese negli ultimi anni, si fa ricorso ai CAS: Centri di Accoglienza Straordinaria al fine di sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie di accoglienza o nei servizi predisposti dagli enti locali.

Ad oggi i CAS costituiscono la modalità ordinaria di accoglienza.

Tali strutture sono individuate dalle prefetture, in convenzione con cooperative, associazioni e strutture alberghiere, secondo le procedure di affidamento dei contratti pubblici, sentito l’ente locale nel cui territorio la struttura è situata.

La permanenza dei migranti al loro interno dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento del richiedente nelle strutture di seconda accoglienza.

Ai centri di accoglienza straordinaria  il ministero dell’Interno ha fatto ricorso, a partire dal 2014. Questo tipo di gestione, che dovrebbe essere  straordinaria ed emergenziale, viene largamente criticata in primo luogo da chi si occupa di asilo, perché improvvisata, in molti casi non conforme agli standard minimi di accoglienza e quindi inadatta ad attuare percorsi di autonomia. Quindi sono uno scandalo non gli alberghi, ma la mala gestione e l’assenza di servizi forniti in quei centri improvvisati. I costi complessivi dell’immigrazione, tra welfare e settore della sicurezza, sono inferiori al 2% della spesa pubblica.  Dopodiché, gli stranieri sono soprattutto contribuenti: nel 2014 i loro contributi previdenziali hanno raggiunto quota 11 miliardi, e si può calcolare che equivalgono a 640mila pensioni italiane.

Col particolare che i pensionati stranieri sono solo 100mila, mentre i pensionati totali oltre 16 milioni.