Quanti migranti ci sono oggi in Italia?

C’è davvero un’invasione, un tentativo di sostituzione etnica in corso, come dice il leader della Lega Matteo Salvini? Stando agli ultimi dati disponibili, a settembre 2017 l’Italia aveva poco meno di 149mila richieste d’asilo pendenti; a dicembre dello scorso anno i rifugiati, ovvero i cittadini stranieri a cui lo Stato aveva già riconosciuto una forma di protezione, erano 147mila. In totale parliamo di meno di 300mila persone, pari allo 0,5% della popolazione.

Un gruppo che da solo non riempirebbe nemmeno il Circo Massimo di Roma.

Ovviamente, negli ultimi 10 anni l’immigrazione verso l’Italia è aumentata, ma rispetto ad altri paesi europei – come Germania, Spagna e Regno Unito (la Francia ha una percentuale di stranieri inferiore alla nostra perché i figli degli immigrati sono considerati cittadini francesi) – i numeri sono ancora contenuti.

Insomma, parlare di invasione e sostituzione etnica è fuori luogo. Eppure, come si legge nel quinto rapporto sulla rappresentazione del fenomeno migratorio, realizzato dall’associazione Carta di Roma, “nel 2017 si registra, di nuovo, un significativo incremento dei toni allarmistici sui media: i titoli sull’immigrazione sono ancora ampiamente caratterizzati da un linguaggio emergenziale […] e quattro titoli/notizie su 10 hanno un potenziale ansiogeno”.

Il risultato di questa narrazione, scrive il presidente dell’associazione Carta di Roma, Giovanni Maria Bellu, è quello di “consolidare l’idea che l’immigrazione, e gli immigrati, non sono un fatto strutturale, che va governato, ma, appunto, una permanente emergenza, che va fermata. Si rafforza così il senso comune dei pregiudizi e si concima il terreno su cui germoglia la mala pianta degli stereotipi xenofobi e dell’hate speech” (il discorso che incita anche all’odio razziale). Un terreno che già oggi è molto fertile.

Nel 2014 l’Italia si piazzò prima nell’indice di ignoranza Ipsos-Mori: gli italiani coinvolti nel sondaggio dimostrarono di credere all’allarme “invasione”, sovrastimando la presenza di immigrati e musulmani. In questi anni la posizione del nostro paese è migliorata, ma come mostra il video – che non ha ovviamente valore statistico, ma è comunque un indicatore della percezione che molti italiani hanno dell’immigrazione – la retorica allarmistica continua a fare breccia nell’immaginario collettivo e a generare una visione falsata della realtà. Molti intervistati hanno sovrastimato il numero di stranieri (immigrati di lungo corso, rifugiati e richiedenti asilo) e di musulmani presenti nel nostro paese e sottostimato l’apporto che gli immigrati danno alla nostra economia versando tasse e contributi.

Il problema del divario tra realtà e percezione del fenomeno migratorio, ovviamente, non riguarda solo l’Italia: secondo l’Osce, l’Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa con sede a Vienna, “si tratta di un fenomeno preoccupante e sempre più diffuso, che offre un’immagine falsata del fenomeno migratorio. I migranti – scrive l’Osce in una nota inviata a Business Insider Italia – danno un grande contributo alla prosperità globale, inviando ogni anno 583 miliardi di dollari nei loro paesi di origine. Per cogliere le opportunità legate all’immigrazione è necessario  creare dei canali regolari e sicuri, cosa di cui si sta discutendo a livello internazionale nei negoziati in corso alle Nazioni Unite, per l’adozione di un patto globale per una migrazione ordinata e legale”.