Profughi take-away e le ONG colluse con gli scafisti


Qualche mese fa è andato in onda a Striscia la Notizia un servizio dal titolo "Profughi Take-Away", nel quale si parlava di una presunta collusione tra le Ong che si occupano del salvataggio dei migranti in mare e gli scafisti.

Il servizio, basato sul video di un blogger che dovrebbe aver "tracciato" la rotta delle navi, ha costruito ad arte una narrazione che ha portato nell'immediato conseguenze gravi a dir poco. Organizzazioni Non Governative come Moas, Sos Méditerranée, Sea Eye, Sea Watch, Proactiva Open Arms, LifeBoat, Jugen Rettet, Medici Senza Fronteiere, Save The Children che giornalmente con il loro lavoro salvano centinaia di persone dalla morte in mare, sono diventate il nemico pubblico numero uno e colluse con gli scafisti, e il razzismo nei confronti di chi fugge da conflitti armati e condizioni di vita non dignitose è aumentato in modo esponenziale.

I politici si sono espressi in merito alla faccenda, i magistrati hanno iniziato a fare dichiarazioni contro le Ong, e i giornali ne hanno parlato per settimane. Oggi ne vediamo i diretti risvolti politici: continui controlli e restrizioni alle Ong che salvano le vite nel mar Mediterraneo, fino alla possibile chiusura dei porti.

Com'è possibile che una fake news, basata su un post di un blogger senza alcuna fonte affidabile, sia diventata oggetto di discussione politica e giornalistica? Qual è stato il ruolo dei media nel diffondersi irresponsabile di questa vicenda? Quali sono state le ripercussioni immediate sulle Ong e sui migranti che provano a scappare da una terra che si sgretola al loro passaggio? Ma soprattutto, perché sempre più spesso l'opinione di chi parla per sentito dire o immagina e presume è presa più in considerazione di chi è autorevole e legittimato a parlare dell'argomento?

Perché pur di dar voce a quel mostro che abbiamo dentro, che è la paura del diverso da noi, siamo disposti a dar credito al primo che passa e che sparla?